La collezione Loev in gomma e sughero

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La collezione Loev di Renate Vos è una sperimentazione che la designer olandese ha intrapreso qualche anno fa utilizzando e combinando tra loro materiali insoliti. In questo caso, sughero e gomma. E con essi ha realizzato due interessanti collezioni: la Loev Lamp e la Loev Vases.

Renate ci ha già abituato alle sperimentazioni sui materiali, su Design Street abbiamo già presentato le sue particolari lampade in cemento e silicone.

CONCRETE LAMP: PARALUMI IN CEMENTO E SILICONE

 

Renate ha scelto materiali semplici e naturali, poco “nobili” rispetto a quelli usati tradizionalmente per lampade e vasi. Ma il risultato è davvero molto interessante.

Tutta la serie è ispirata, ci racconta la designer, dai luoghi che la circondano. In particolare, il trecentesco castello di Loevestein, uno dei capolavori dell’architettura medioevale olandese.

Sia i vasi sia le lampade sono realizzati in sughero, gomma siliconica e colorate con pigmenti naturali e sono tutti pezzi unici. Vengono tutti realizzati a mano e pertanto risultano differenti uno dall’altro sia nelle forme, sia nella colorazione.

I vasi hanno un’altezza di 30 cm, con diametro 14 cm. Le lampade invece hanno due lunghezze e due diametri differenti. 33×11 cm la più grande e 24x8cm quella più piccola.

I colori scelti per entrambi i progetti sono quelli della terra.

PERCHÉ CI PIACE?

A noi di Design Street piacciono i designer coraggiosi, quelli che sperimentano nuovi materiali e nuove forme per oggetti di uso quotidiano. Non è per niente facile. Bisogna avere coraggio, creatività, una visione trasversale e fuori dagli schemi. E ci piacciono anche i designer che usano materiali poveri, sostenibili, riciclati e riciclabili. Questa non è solo una tendenza del momento. È un piccolo contributo a una nuova visione di un mondo più sostenibile. E a noi questo piace molto.
Brava, Renate!

One thought on “La collezione Loev in gomma e sughero

  1. Monja Stradiotto

    Suggestivo è la parola adatta a descrivere questa combinazione di materiali.
    Le bottiglie con i bordi frastagliati lasciati ad adornare gli oggetti stessi sembrano essere dei bronzi recuperati da resti archeologici e le lampade con la parte finale in gomma che lascia passare la luce, calda, rivisitano i vecchi lumi infuocati ricordandone l’antica e luminosità.

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