Icon Chair, la sedia coi buchi (ma anche senza…)

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Disegnata da Sander Mulder per Kubikoff la sedia “Icon Chair” mi è piaciuta per diverse ragioni. Innanzitutto per quelle gambe in legno di frassino così “grezze” da sembrare quattro assi inchiodate tra loro. Gambe che contrastano con il design pulito e quasi iconico (da qui immagino derivi il nome), quasi alla “Eames” della scocca.

Il designer sostiene comunque di essersi ispirato ai sedili in lega di auto da corsa d’epoca, con un corpo minimo ma altamente ergonomico. Qualunque sia l’ispirazione, trovo che questo contrasto sia davvero indovinato.

In secondo luogo per le variazioni sul tema che Sander ha dato alla sua Icon chair: i più semplici modelli Dimple, con scocca in materiale plastico traforata, e la versione Dimple Closed, con la classica scocca liscia.

Poi ci sono due versioni più eleganti della Icon Chair: la cosiddetta Tailored, imbottita e rivestita in tessuto, pelle o finta pelle, con una cucitura a contrasto che ricorda quella delle palle da baseball, e infine la Pop Icon Chair, con rivestimento sfoderabile disponibile anche in flanella di lana, pensato per ambienti più raffinati.

La struttura in legno può essere naturale oppure colorata in bianco o grigio. Ed esiste anche una serie di Icon Chair con gambe diverse. La versione Diamond, con gambe reticolari a “traliccio” e la speciale versione “Slice” della Icon chair con le gambe più classiche, realizzate in metallo con inserto in legno staccabile e intercambiabile grazie a magneti integrati nella struttura.

 

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