Design Street intervista Giulio Cappellini

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DS: Come nasce la tua collaborazione col “Temporary Museum for New Design” di cui sei Direttore Creativo?

G. C. La collaborazione col Temporary Museum For New Design nasce da una lunga amicizia e collaborazione con Gisella Borioli. L’azienda Cappellini è stata la prima ad utilizzare gli spazi di Superstudio Più durante la design week per cui, quando si è la questa nuova impostazione di questo luogo, la collaborazione è nata spontaneamente.

DS: l “Temporary Museum for New Design” oltre ad essere una delle più visitate vetrine del Fuorisalone, è anche un importante trampolino di lancio per nuovi talenti e giovani creativi di tutto il mondo.

G. C. Sicuramente il TMFND è una meta fondamentale della design week milanese. Da subito si è scelto di privilegiare i progetti di qualità indipendentemente dalle dimensioni delle aziende espositrici. È quindi normale vedere vicino a grandi nomi del design internazionale dei giovani emergenti che qui possono trovare la loro occasione di lancio con autoproduzioni o collaborazioni con piccole realtà produttive.

 

DS: Sei riconosciuto come uno dei più grandi Talent Scout internazionali. Cosa consiglieresti a un giovane designer che intraprende questa professione?

G. C. Il consiglio che sempre do a un giovane designer è di fare pochi progetti ma interessanti ed innovativi e di seguire il prodotto dall’idea iniziale sino alla sua realizzazione definitiva. Solo con grande professionalità e pazienza si ottengono grandi progetti, migliori di quelli che li hanno preceduti.

 

DS: Design sinonimo di estetica – allegro, friendly, ironico – e design sinonimo di funzionalità: due scuole di pensiero che oggi convivono… Tu cosa ne pensi?

G. C. Penso che il design oltre ovviamente ad essere funzionale deve essere bello, deve regalare un sorriso ed un sogno al fruitore. Un pizzico di ironia, pensata e non gratuita, è fondamentale in un bel prodotto come ci ha insegnato, primo fra tutti, il grande Achille Castiglioni.

DS: Quali pensi che siano le aree di maggior interesse per il futuro?

Oggi ed in futuro dovremo sempre più pensare a prodotti che rispondano alle reali esigenze del pubblico, prodotti pronti ad entrare nelle case della gente. Solo questo atteggiamento può avvicinare sempre più al design rendendolo fruibile ed accessibile.

DS: Le parole d’ordine del design contemporaneo…

Serietà, passione, bellezza, concretezza, sostenibilità e durata nel tempo.

DS: Qual è l’oggetto che più di ogni altro rappresenta la contemporaneità?

Il design contemporaneo si trova dovunque, da un telefono cellulare ad una autovettura. Forse l’oggetto che meglio rappresenta la contemporaneità è l’iPhone.

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