Alessandro Zambelli

Editor:

DS: Quando hai capito che avresti fatto il designer? 

AZ: Quando ho abbandonato gli studi in conservatorio mi sono detto: le mie passioni sono la musica e il design, la prima non è  andata come pensavo, la seconda deve assolutamente andare meglio…

Oggi la musica torna spesso come fonte ispiratrice nei miei progetti, trovo interessante il collegamento tra questi due mondi e penso sia il mio modo per tener viva questa passione. Per quanto riguarda il design, fin da piccolo ho avuto un’attrazione per gli oggetti ed il loro contenuto, colori, materiali, forme, ho sempre cercato di immaginare e trasformare qualsiasi oggetto dal mio punto di vista. Penso che tutto sia nato come un gioco per il gioco.

Ipno: orologio a dondolo per Diamantini & Domeniconi

Dinn: orologio musicale per Diamantini & Domeniconi

Melody: strumento musicale con acqua – emette melodia attraverso il gocciolio nella cassa armonica.

 

DS: Ci racconti la tua giornata tipo… come lavori, quando progetti, da dove prendi ispirazione?

AZ: Per mia fortuna non ho una giornata tipo, tento sempre di cambiare abitudini e orari. Le idee non escono mai in un luogo specifico, spesso mi riesce più facile concentrarmi quando sono fuori ufficio, spazi all’aperto e auto. Nei momenti in cui penso ad un nuovo progetto il computer mi distrae, devo assolutamente allontanarmi. Le ispirazioni derivano tendenzialmente dal mio passato e dalle esperienze che mi hanno lasciato un segno. Tento ogni volta di inserire quei concetti o situazioni che mi sono particolarmente familiari, rimandi che mi fanno sentire a mio agio guardando l’oggetto che sto disegnando, gesti molto semplici o sensazioni che ognuno può aver vissuto.

Woodspot: lampada d’appoggio in legno per Seletti 

Wire: mobili in metallo per Seletti  

 

DS: Chi sono i tuoi maestri (in qualsiasi ambito) design, pittura, architettura, cinema…

AZ: In realtà non ho veri e propri maestri, apprezzo i periodi del Bauhaus, del Futurismo, del Dadaismo e le Avanguardie in genere. Il design italiano del secondo dopoguerra soprattutto in ambito industriale.    

 

DS: Cosa consiglieresti a un giovane che intraprende questa professione?

AZ: Una frase che mi disse un insegnante: “Prima ancora di essere designer, è necessario essere curiosi.”

 

DS: Quali sono i tuoi nuovi progetti?

AZ: Attualmente sto lavorando su progetti che riguardano l’illuminazione (tra i quali uno molto innovativo), complementi, mobili e in cantiere una nuova mostra.

Afillia: lampada d’appoggio e sospensione per .exnovo

 

DS: Design sinonimo di estetica – allegro, friendly, ironico – e design sinonimo di funzionalità: due scuole di pensiero che oggi convivono… Tu cosa ne pensi?

AZ: Credo siano necessari entrambi perché oggi un oggetto funzioni, la mera funzionalità non basta più per rendere un oggetto contemporaneo, serve un valore aggiunto. L’ironia è senz’altro una peculiarità che noi italiani abbiamo il dovere di  giocarci, penso sia uno dei nostri tratti distintivi.

Palace: programma modulare per la tavola per Seletti

School Joke Chair: sedia smontabile per Seletti – si ripone in una piccola scatola.

Levante: ciotole in ceramica

Spinny Top: bilancia pesapersone per Seletti 

 

DS: Quali pensi che siano le aree di maggior interesse per il futuro?

AZ: Il design legato ai servizi della persona e al miglioramento degli stili di vita.

 

DS: Oggi molti periodici di design trasferiscono i contenuti sul web e nascono sempre più giornali on-line. Come deve essere a tuo avviso il magazine di domani?

AZ: Edizioni sempre più preziose per cultori della carta stampata, credo si possa paragonare al vinile nella musica.  

 

DS: Le tre parole d’ordine del design contemporaneo

AZ: SINCERO –  SENSIBILE – SOSTENIBILE

 

DS: Qual è l’oggetto che più di ogni altro rappresenta la contemporaneità?

AZ: L’oggetto che riesce ad unire razionalità, tradizione e intelligenza tecnologica.  

 

DS: C’è qualche pezzo che ti piacerebbe disegnare, con cui vorresti cimentarti?

AZ: Non ho mai disegnato un imbottito.

 

DS: Come definiresti la tua casa?

AZ: Un cantiere, nel vero senso della parola.. è in fase di ristrutturazione e chissà quando mai verrà terminata. In un certo senso credo rimarrà sempre un po’ indefinita, ho bisogno d’avere ciclicamente qualche cambiamento da apportare.

 

 

DS: Un libro, un film, un brano musicale. AZ:

Seta di Baricco, Pa-ra-da di Marco Pontecorvo, Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber.

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